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Questo è il Blog della Scuola Primaria "Amerigo Vespucci" di Campocroce di Mogliano Veneto (tv)
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GIU' LE MANI DAI BAMBINI

Trascrizione del discorso tenuto dal Portavoce nazionale GIU' LE MANI DAI BAMBINI Luca Poma in occasione del convegno sul tema psicofarmaci e bambini organizzato dalla
Provincia di Trento

Salve, mi chiamo Luca Poma, sono un giornalista, opero come volontario nel Comitato
Giù le Mani dai Bambini, che è un consorzio che si occupa di farmacovigilanza per l’età
pediatrica, riuniamo circa centoventi enti, università, ordini dei medici, e tanti
specialisti che non ritengono efficace la risposta farmacologica per risolvere il disagio
dei minori.
Più che darvi delle risposte, vorrei lanciare delle provocazioni, sfatare dei miti, quindi
questo mio breve intervento giocherà su alcuni “contrasti”…

Il mito numero uno: ai genitori fa piacere dare psicofarmaci ai propri figli? Tranne
forse qualche rara eccezione, direi di no, ci arrivano per disperazione, in carenza di
altre risposte efficaci, c’è come un “imbuto” che li porta a quella scelta…

Mito numero due: la diagnosi di iperattività è una buffonata, un’etichetta assegnata al
bambino in pochi minuti di colloquio? Non sempre, a Roma ad esempio la
neuropsichiatria infantile ci mette più di dieci ore tra colloqui e test, prima di decidere
se il comportamento di un bambino è patologico oppure no.

Mito numero tre: agli psichiatri piace somministrare psicofarmaci. Beh, direi proprio di
no, non sempre, noi abbiamo collaborazioni con molti psicologi clinici, psichiatri,
neuropsichiatri, e posso garantirvi sul mio onore che prima di prescrivere qualcosa ci
pensano non una ma mille volte, e provano di tutto prima

Mito numero quattro: le multinazionali del farmaco complottano per distruggere intere
generazioni di bambini, sfruttandoli come consumatori grazie ad intense campagne di
marketing? Anche no: le multinazionali producono anche quei farmaci salva-vita che
hanno allungato l’aspettativa media di vita di tutti noi, se molti di voi hanno potuto
conoscere i propri nonni e grazie ai prodotti di queste aziende. Detto ciò, fanno quello
che dice il loro statuto: fanno utili, lo dicono e lo fanno, c’è molta trasparenza in
questo, vendono cose e fanno soldi, non sta a loro ragionare sull’etica sanitaria, altri
lo dovrebbero fare.

Mito numero cinque: un bambino iperattivo è normale, è solo “vivace”. Ebbene, chi
dice questo o è in malafede oppure non ha mai visto un bambino VERAMENTE
iperattivo! A volte un bimbo così è pericoloso per se stesso e per gli altri, e va
assolutamente preso in carico.
Bene, ora che vedo vi ho disorientato parecchio rispetto a quello che vi aspettavate
essere il mio intervento, nel confermarvi tutto quanto vi ho detto sopra come una
verità e non solo come una provocazione, passo ad analizzare con voi l’altra faccia
della medaglia…
Procediamo sugli stessi identici punti, gli stessi quesiti…

Mito numero uno: ai genitori fa piacere dare psicofarmaci ai propri figli? A volte SI,
sennò non si spiegherebbe perché dato che a Bologna Rigon - che è il responsabile
della neuropsichiatria infantile - da pochissimi psicofarmaci, allora certi genitori
tolgono il figlio dall’ASL di Bologna e lo portano a San Donà di Piave, dove un certo
psichiatra, tale Maschietto, fa ricette di psicofarmaci con eccessiva disinvoltura, tanto
che la Procura di Bologna ha anche aperto un’inchiesta conoscitiva su questa
problematica

Mito numero due: la diagnosi di iperattività è una buffonata, un’etichetta assegnata al
bambino in pochi minuti di colloquio? A volte si. Sennò non è chiaro perché in certe
ASL si decide di prendere in carico il piccolo paziente con terapie della parola ed in
altre con lo psicofarmaco: stesso bambino, stesso periodo, stesso disturbo.
Mito numero tre: agli psichiatri piace somministrare psicofarmaci? A volte si, sennò
non si spiegherebbe perché lo psicofarmaco – che anche un non addetto ai lavori sa
essere solo un “sintomatico”, un prodotto che risolve solo i sintomi e mai le cause,
viene somministrato invece che per poco tempo per 1, 2 a volte 6 anni di fila. Questo
vuol dire “cronicizzare” il malato e la terapia, perché “finchè prende le pastiglie sta
meglio”, leggasi “non rompe le scatole a noi adulti.

Mito numero quattro: le multinazionali del farmaco ampliano il loro mercato grazie a
campagne dii marketing aggressive anche sui bambini? Certamente si, è un fatto
incontestabile, + 100% di vendite di questi prodotti in 50 paesi del mondo negli ultimi
anni, dati delle Nazioni Unite, 12 miliardi di dollari di giro d’affari annuo solo per gli
psicofarmaci per l’iperattività, associazioni di genitori utilizzati come “cavallo di troia”
per spiegare ad altri ignari genitori – mediante la “comunicazione tra pari” – che lo
psicofarmaco e una soluzione fantastica e senza rischi, opuscoli a colori distribuiti ai
bambini per spiegare direttamente a loro cos’è lo psicofarmaco, e che è una soluzione
ideale ai loro problemi. Se non è marketing aggressivo e deprecabile questo…

Mito numero cinque: un bambino iperattivo è normale, è solo “vivace”? Magari no, ha
un disagi e bisogna fare qualcosa, ma chiediamoci noi adulti CHE TIPO di soluzione noi
abbiamo in mente, interroghiamoci sull’importanza del disagio come “campanello
d’allarme”, utile per capire che c’è qualcosa che non va, e sulla disponibilità
innanzitutto nostra a “scavare nel profondo” per identificare i veri motivi del disagio
dei nostri figli, motivi che non si risolvono certamente ingioiando una pastiglia, anche
perché la scienza stesa ha molto da dire prima di dover somministrare una pastiglia di
anfetamina ad un bambino di sei anni…

Concludo: qual è la morale? Forse è nell’insegnamento di uno straordinario pediatra
americano che ho avuto l’onore di conoscere e con il quale ho lavorato su questi temi
delicati: basta con le soluzioni “facili”, basta con l’ipersemplificazione…come avete
sentito dal mio discorso è vero tutto, ed anche il contrario di tutto, perché questi sono
scenari complessi, perché il bambino stesso è una COMPLESSITA’, e chi lo vuole
ridurre, quando qualcosa non va, ad una “macchina da aggiustare, se ne è guastato
un pezzo e con la pillola risolviamo”, o è un idiota o è un criminale.
Lottiamo. Lottiamo per garantirci il nostro diritto, nostro e degli altri genitori che ci
circondano, ad un informazione veramente completa ed equilibrata, perché è quella la
nostra principale “arma anti-abuso”, ed in questo il nostro portale internet può darvi
una grossa mano, potete scaricare qualunque documento gratuitamente e senza
neppure dovervi registrare.
Ma soprattutto, lottiamo per difendere il sacrosanto diritto di tutto i piccoli Marco,
Matteo, Maria ed Anna ed essere “diversi”, ogni volta che vogliono.
(fine intervento)

Tratto dalla rassegna stampa di www.giulemanidaibambini.org
Campagna sociale nazionale
contro gli abusi nella prescrizione
di psicofarmaci a bambini ed adolescenti

"Giù le Mani dai Bambini" è il più rappresentativo Comitato italiano con focus sui disagi dell'infanzia: raggruppa oltre centosessanta tra Università, Ordini dei Medici, associazioni genitoriali, socio-sanitarie e di promozione sociale, le quali rappresentano tramite i propri iscritti oltre 8 milioni di italiani.

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