la tribuna di Treviso — 13 febbraio 2010 pagina 28 sezione: PROVINCIA
MOGLIANO. I consigli del primo e del secondo circolo didattico di Mogliano bocciano il piano economico annuale 2010. La clamorosa decisione di genitori e docenti è un vero e proprio atto di protesta contro le carenze e i tagli alla scuola pubblica, deciso nel corso di una riunione dei consigli avvenuta giovedì sera. «Il bilancio che ci viene chiesto di approvare presenta gravi carenze di risorse per provedere ad esempio alle supplenze e alle pulizie ridotte del 25%», spiegano i rappresentanti in una nota. «Al primo circolo - specificano - il finanziamento ha subito una riduzione di oltre 300 mila euro». Il taglio del bilancio di previsione è stato la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. «Già lo scorso anno dal ministero non è stata stanziata nessuna risorsa per il funzionamento didattico e amministrativo», continuano i rappresentanti. E ancora: «Si ravvisano carenze nella copertura delle assenze brevi delle insegnanti, sia per problemi tecnici di «chiamata» ma anche per carenza di fondi specifici. Nelle nostre scuole sempre più spesso accade che i bambini vengano distribuiti e «parcheggiati» in altre classi, inficiando così il diritto allo studio e probabilmente, in alcuni casi, anche andando contro le condizioni di sicurezza stabilite per legge». L’amministrazione invierà nei due circoli un commissario che dovrà decidere se e in che misura approvare il piano. «E’ stata una decisione difficile - racconta Claudia Annarelli, presidente del primo circolo - che alla fine ha visto anche il coinvolgimento e il consenso di molti insegnanti consiglieri che hanno capito quanto sia importante fare squadra attorno ai genitori in una battaglia giusta. Il bilancio non è stato bocciato per vizi di forma. Dirigente e amministrazione hanno infatti svolto il loro lavoro così come gli è stato chiesto dal Ministero. Il nostro è un gesto di protesta». (l.c.)
Il Gazzettino Sabato 13 Febbraio 2010,
A Mogliano il mondo della scuola pubblica è in subbuglio. I genitori puntano i piedi contro i tagli decisi dal ministro Gelmini, vocciano il piano e portano all’ormai certo commissariamento del consiglio didattico.
A scatenare la protesta sono soprattutto i forti tagli previsti per i fondi destinati alle attività didattiche. L'altra sera, al termine di un acceso dibattito, i consigli scolastici (ovvero le assemblee con docenti, genitori e personale Ata e ausiliari) del primo e del secondo Circolo didattico hanno bocciato il Piano economico annuale. Si tratta di una realtà che comprende quasi 2.500 alunni suddivisi in 18 diversi plessi o sedi scolastiche su tutto il territorio.
«Si è trattato di una decisione presa dopo un attento esame della situazione. Già lo scorso anno - spiega la stragrande maggioranza dei componenti dei consigli di circolo - il ministero della Pubblica Istruzione non aveva stanziato le risorse per il funzionamento didattico e amministrativo. Di frequente si ravvisano carenze nella copertura delle assenze per malattia o per permessi delle insegnanti, sia per i problemi tecnici di chiamata delle supplenti, ma anche per le carenze di fondi specifici».
Per cui nelle scuole sempre più spesso accade che bambini vengano re-distribuiti e in pratica "parcheggiati" in altre classi «penalizzando in questo modo il lavoro anche di altre insegnanti presenti sul lavoro e inficiando il diritto allo studio previsto dalla Costituzione e, probabilmente, in alcuni casi, anche andando contro le condizioni di sicurezza stabilite per legge. Quest'anno la situazione finanziaria è se possibile ancora peggiore».
Il bilancio da approvare secondo i genitori «presenta gravi carenze di risorse per provvedere, ad esempio, alle supplenze e alla pulizia ridotte del 25%. Al Primo circolo didattico le risorse hanno subito una riduzione di 300 mila euro».
Sono queste le ragioni di fondo che hanno spinto i consigli di circolo a bocciare il Piano economico annuale della scuola. A questo punto la Direzione scolastica dovrà nominare un commissario che decida se approvare il Piano economico.
I genitori sperano che la loro dura presa di posizione possa servire a rilanciare il ruolo della scuola pubblica. Un altro problema che tiene in allarme le famiglie moglianesi riguarda il rischio che con il prossimo anno scolastico 2010-2011 possa saltare il terzo rientro (ovvero pomeriggio a scuola degli scolari), sempre a causa dei tagli ai fondi per le attività didattiche. L'assessore alle politiche educative, Alessandro Gosetto, ha assicurato che l'amministrazione farà ogni sforzo possibile per garantire gli attuali livelli dell'offerta didattica
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