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Questo è il Blog della Scuola Primaria "Amerigo Vespucci" di Campocroce di Mogliano Veneto (tv)
Blog è la contrazione di web-log, ovvero "traccia su rete",è una pagina web, simile ad un sito dove si tiene traccia (log) di pensieri e notizie ed opinioni che si condividono con altri, richieste,consigli,proposte, articoli,buone pratiche che possono essere utili ad altri/e.
Sotto ad ogni scritto (si chiama post) puoi inserire un TUO commento.
UNO SPAZIO PER CONDIVIDERE tutto ciò che bolle in pentola nella nostra scuola e fuori. Benvenut*!

La mannaia della

riforma Gelmini:"

Maria Stella Gelmini a proposito della riforma della scuola aveva ripetutamente affermato che l’operazione (in pratica un massacro degli organici delle scuole) non avrebbe comportato nessun licenziamento. Una bugia clamorosa drammaticamente confermata dai crescenti casi di protesta dei precari che oggi, da Palermo a Pordenone, arrivano adirittura allo sciopero della fame. Per anni, e talora per decenni, hanno lavorato e ora si trovano improvvisamente senza un posto. Docenti di ogni livello e personale tecnico amministrativo. Negli anni passati hanno lavorato perché sono stati chiamati a coprire posti vacanti, cattedre senza insegnanti e uffici senza il personale sufficiente per far funzionare le scuole.

E quando è calatala la mannaia dei 135 mila posti da tagliare entro il prossimo anno in tutta Italia, per buona parte di loro il lavoro è svanito. Messi alla porta, scaricati come macchine da rottamare. E questi non sono licenziamenti? Chi lo nega si appella a cavilli formali che ormai non convincono neanche gli sprovveduti. I tagli erano stati giustificati, oltre che per risparmiare, per eliminare una volta per tutte la piaga del precariato che per decenni ha messo in discussione uno dei cardini della scuola, la continuità didattica? Non ci saranno più classi che ogni anno cambieranno insegnante? Niente affatto. Nonostante tutto proprio in questi giorni gli uffici scolastici territoriali stanno lavorando per coprire le cattedre che non hanno un titolare. Infatti, nonostante la manciata di immissioni in ruolo (16 mila, contro i 23 mila chiesti dalla stessa Gelmini al collega Giulio Tremonti), ci sono ancora migliaia di posti da assegnare, almeno al Nord. Ci sono addirittura sedi scolastiche ancora senza preside. E la soluzione non può essere che di tipo precario.

Nel frattempo nelle scuole, e sempre a causa della riforma, ci sono almeno 10 mila insegnati cosiddetti soprannumerari. Insegnanti di ruolo che hanno il posto, ma non hanno più la cattedra. Che fare di queste persone che non avranno più una classe da guidare? Una situazione paradossale che il ministero ha affrontato con una circolare in cui si invitano gli uffici scolastici a lasciare questo personale per lo più nelle scuole dove hanno finora prestato servizio. A disposizione. E se ne vedranno di tutti i colori per cercare di tenerli in servizio senza fare nulla. Mai la scuola italiana ha vissuto tempi tanto assurdi. A scapito di chi ci lavora, e di conseguenza di chi la frequenta. Il nuovo anno scolastico è alle porte. Un anno che nelle intenzioni della Gelmini doveva rappresentare il recupero del merito e della qualità. Non è mai andata peggio di così.

il fatto quotidiano.

C'e' ANCORA L'AMIANTO ALLA VESPUCCI? 2.400 scuole minacciate dall’amianto

ANCORA LA NOSTRA mINISTRA ....CI REGALA DUE E PIU' PERLE...da aggiungere alla collana :

la prima perla:
domanda :Ministro, dove sono stati trovati questi 375 milioni di euro?

risposta: «Li ha sbloccati solo qualche giorno fa il Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, destinandoli a “interventi urgenti per l’edilizia scolastica”

la Ministra dice che nei giorni scorsi il CIPE ha sbloccato 375 milioni: quando?
andate a vedere il 13 maggio che informazioni avevamo : http://195.66.10.19/GovernoInforma/Newsletter/nwl_Stampa.asp?idnwl=470
i 358 milioni sono dunque svaniti tra le falle dell’ultima Finanziaria?
..............
seconda perla:"Molte scuole non sono dello Stato, ma di competenza di Province e Comuni. E quindi dovrebbero essere Province e Comuni a occuparsi in tutto e per tutto della loro manutenzione, amianto compreso. Ecco, in un momento come questo vorrei fare un forte richiamo alla corresponsabilità».

molte scuole ?? signora ministra, a quanto ne sappiamo, TUTTE le scuole sono competenza di comuni e province. Lo Stato deve solo assicurare adeguati finanziamenti, in modo che le Regioni e gli enti locali siano messi nella reale e concreta possibilità d' individuare gli interventi e sanare le strutture scolastiche (permettendo loro di scomputare dal Patto di stabilità le spese per investimenti destinati alla realizzazione, adeguamento sismico e bonifica dall’amianto)
.....
l’Anagrafe dell’edilizia scolastica italiana, attesa da 14 anni, ancora non c’è. Cosa è successo? «Posso assicurarle che l’Anagrafe è quasi pronta e che sarà, ovviamente, uno strumento importante anche per avere una fotografia esatta sull’amianto. Anzi, la verità è che l’Anagrafe sugli elementi strutturali degli edifici scolastici sparsi per il Paese è già completa. E manca poco per avere il quadro degli elementi non strutturali. Ma non è materia semplicissima...».

Quanto manca al completamento di quest’Anagrafe, per giunta varata da un governo di centro sinistra nel lontano 1996?
«Questione di pochi mesi. E ci servirà a mettere davvero in sicurezza le scuole italine. Perche non c’è solo l’amianto, che oggi giustamente è il primo problema. Cè bisogno anche che i tetti non crollino, come purtroppo è avvenuto in passato»

Cosa si aspetta dal futuro a breve per la scuola italiana?
«Certo, bisogna fare i conti con le risorse che ci sono. Ma io resto ottimista».

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=114279&sez=HOME_SCUOLA

scuola pubblica e scuola privata....

Parole della ministra:"Per le scuole private nel 2011 saranno stanziati i 534 milioni di euro previsti.. e non bisogna dimenticare che la scuola paritaria permette allo Stato un risparmio di oltre 6 miliardi di euro”. intervista ad Avvenire

il presidente Fini auspica una legge che allarghi i diritti delle scuole private

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=29454


10.08.2010
"Il Paese delle Vacanze
non sta lontano per niente:

se guardate sul calendario

lo trovate facilmente.
Occupa, tra Giugno e Settembre,

la stagione più bella.

Ci si arriva dopo gli esami.
Passaporto, la pagella.

Ogni giorno, qui, è domenica,
però si lavora assai:
tra giochi, tuffi e passeggiate

non si riposa mai."
Gianni Rodari

Quest'anno a maggio ricorrono novant'anni esatti dalla nascita e trenta dalla morte.
GRAZIE
Gianni Rodari per il patrimonio ricco che ci ha lasciato.
di Mila Spicola da www.micromega.net, 31 maggio 2010

Ministro Tremonti,

dirà lei: non ne posso più di sentirvi, voi insegnanti.

Molti lo stanno già dicendo insieme a lei. Eppure, non demordo. Ci sono due tipi di alunni svogliati: quelli che a furia di rimproveri continuano imperterriti a rifiutare qualunque invito alla responsabilità e quelli invece che, sentendosi ripetere sempre la stessa cosa, alla fine rinsaviscono per sfinimento. Voglio essere ottimista, annoverare lei tra i secondi e prenderla per sfinimento. Fosse anche una minima parte dello sfinimento che ho io, alla fine di quest’annus terribilis per la scuola italiana. Stanca, amareggiata, sconsolata, eppure lei non ci riesce a prendermi per sfinimento, continuo a protestare, come i soldati alle Termopili. Magari lei non ascolterà, ma qualche italiano di “buona volontà” , come si diceva una volta, sì.

Lei mi obbliga a violare la legge. Mi piacerebbe incontrarla per dirglielo guardandola negli occhi. Lei sta obbligando la maggioranza dei docenti italiani a violare la legge. E’ esattamente quello che accade in moltissime scuole italiane. Cosa significa infatti ammassare più alunni di quanti un‘aula può contenerne, se non violare la legge? Sono ben tre le norme violate: la normativa antincendio, quella per la sicurezza negli edifici scolastici e quella igienico sanitaria. Molti sanno che lei ha tolto ben 8 miliardi all’istruzione pubblica. “C’erano tanti sprechi e siamo in tempi di crisi, bisogna razionalizzare”, saggia e incontrovertibile affermazione. Così ha giustificato la cosa. Di contro, però, le spese militari ricevono 25 miliardi di euro e leggo in questi giorni di un bonus di 19 mila euro a classe per le scuole private e leggo anche di un aumento di circa 200 euro mensili per i colleghi di religione, buon per loro, non sia mai, ma allora non bloccassero i nostri per i prossimi secoli.

Mettiamoci d’accordo. C’è la crisi o no? Un giorno c’è, un giorno non c’è, un giorno è un “anatema psicologico delle sinistre” e l’altro giorno “dobbiamo fare sacrifici”. Ma non tutti, attenzione: gli statali. Io mi sono arrovellata nel tentativo di capire dove fossero quegli sprechi quando, nell’agosto 2008, ho saputo degli 8 miliardi da togliere alla scuola pubblica.

Ma lei ha fugato i miei dubbi: lo spreco era studiare l’italiano, e quindi via due ore. Lo spreco era studiare la tecnologia moderna e quindi via un’ora. Questo alle medie. Escano prima i ragazzi: così hanno tempo per riflettere. Lo ha detto il ministro Gelmini. Lo spreco era recuperare i bambini con difficoltà (cosa frequentissima nei contesti dove vivo e ho scelto di insegnare io, e cioè nelle periferie), e quindi via le compresenze in talune ore di due maestri nelle elementari: a questo servivano, caro ministro.

Il tutto eseguito con la furia di un boscaiolo cieco che ha distrutto chiome sane, piante rigogliose e qualche ramo secco, ma troppo pochi, in cambio della distruzione della nostra foresta amazzonica: il polmone del nostro futuro. Quelle due ore d’italiano e le compresenze servivano anche a coprire le assenze dei colleghi senza ricorrere a supplenze esterne. Inoltre: aumentiamo i ragazzi per classe: fino a 30, 33, ma sì. Realizziamo un bel parcheggio per ragazzi, non una scuola certamente. Del resto sono altre le fonti vere della formazione: la vita, la strada, la televisione, il computer. Per chi vuole studiare veramente ci sono le scuole private. Studiare cosa e come poi è da vedere.

C’è un piccolo particolare: tutto ciò è anticostituzionale.

La Costituzione riconosce alla scuola pubblica, statale, italiana il compito di formare e istruire gli italiani. Le private? Una scelta possibile, non obbligata. Non era un paradiso la scuola pubblica, prima di Tremonti, ma i problemi erano altri, non certo questi, ed era una bella scuola. Chi non deve parte della sua personalità a quel docente che non dimenticherà mai?

Torniamo alle sue motivazioni: la gestione dei singoli istituti, troppi soldi, troppi. E quindi tagli anche a quella: tagli alle ore e tagli ai finanziamenti per la gestione. “Facessero una colletta i genitori, e che sarà mai qualche decina di euro”. Nulla. Ma non c’era la crisi? Nella mia regione, in Sicilia, qualche decina di euro aiuta ad andare avanti. E così avete tagliato. Nella scuola dove insegno io, una normale scuola media della periferia palermitana, ma potremmo generalizzare a tutte le scuole medie d’Italia, siamo quasi alla paralisi. Avete compiuto il miracolo: unire di colpo nord e sud nella omologazione verso il peggio. Dico quasi, perché poi, incredibilmente, docenti e dirigenti sono diventati bravi a fare i salti mortali e le capriole all’indietro. Questo lo sapevate, vero? Qual è l’unica classe di lavoratori in Italia che, nonostante tutto, continua a lavorare senza grossi drammi? La nostra. Nel senso che lei aveva ragione e che quindi, nonostante i tagli, e visto che riusciamo ad andare avanti, la scuola non ha tutti ‘sti problemi? No, aveva ragione perché per noi quelli che non devono subire le ricadute gravissime della sua scelta scellerata, ripeto, scellerata, non devono essere i ragazzi: e dunque si alza la saracinesca comunque e si fa l’appello tutte le mattine.

Però sa cosa c’è? C’è che abbiamo anche sopportato e stiamo sopportando molto, ma l’illegalità di stato dentro una scuola no. Io non la sopporto e la denuncio. Tagliare completamente i fondi di gestione delle scuole ha comportato l’impossibilità di chiamare supplenti per coprire le assenze giornaliere, adesso che non ci sono più quelle due ore che servivano a coprirle. E dunque le classi si dividono in altre classi. Giornalmente. I ragazzini si prendono la loro sedia e vagano nei corridoi in cerca di spazio. Perdendo ore di lezione. E allora: posso sopportare di lavorare meno, posso sopportare di farlo in una scuola ammuffita, con l’acqua che filtra, senza vetri (lei mi dirà: si rivolga all’amministrazione comunale), posso sopportare di non avere carta igienica per i ragazzi, sapone nei bagni, riscaldamenti a singhiozzo. In una mia classe di prima media ho 23 bambini, 4 di loro con gravissimi disagi sociali e disturbi comportamentali (sono figli di carcerati), due con problemi di apprendimento e uno disabile grave. Io insegno arte: nelle mie ore non ho insegnante di sostegno, perché sono state tagliate le ore del sostegno, come tanti sanno. A volte me ne arrivano altri 3 o 4 da altre classi.

E allora mi dica lei qual‘è il diritto all’istruzione negata del mio alunno disabile? Qual è il diritto all’attenzione precipua negata ai 4 bimbi con problemi sociali? E ai due che non riescono a leggere senza distrarsi? E‘ una scuola di periferia, se non li aiuto io chi li aiuta? E il resto dei compagni? Non hanno diritto alla “normalità”? E poi viene la ministra Gelmini a parlar male dei docenti del sud, di come i nostri alunni sono in fondo alle classifiche delle prove di merito: ma in queste condizioni cosa vi aspettate? E’ già un miracolo se abbiamo le sedie nella mia scuola. L’inverno lo abbiamo trascorso con muffa e infissi rotti, che puntualmente aggiustiamo stornando somme da altri fini. “Si rivolga al Comune” dirà lei. Il suo sindaco di centrodestra ha tagliato anche lui tutti i finanziamenti alle scuole: sia per il funzionamento ordinario, sia per le manutenzioni. Non ci resta che Santa Rosalia. Macchè, manco la chiesa ci appoggia, noi sciagurati delle periferie, intenta com’è a salvaguardare le scuole private.
Lei lo chiama razionamento e si riempie la bocca di frasi assurde sul come l’Italia stia reggendo la crisi. Mi scusi: ma che cavolo sta dicendo? Lo deve dire lei, una statistica o io? Ho 253 alunni, 253 famiglie cioè: un bel campione di famiglie di periferia, come ce ne sono a migliaia nella corona delle città italiane. Forse ne so parlare meglio di lei degli effetti della crisi, sig. Ministro: niente fumo negli occhi ahimè a noi che le vediamo e viviamo la verità delle cose. Perché nemmeno il contributo di 15 euro annui riescono più a pagare. Un disastro che chiamo illegalità.

Io non posso adeguarmi. Non per me stessa, che alla fine noi docenti ci abituiamo a tutto, ma per loro. Non posso più tollerare che quei ragazzi siano il bersaglio vero delle nostre scelte. E’ questa l’illegalità, non solo la ‘ndrangheta, la camorra e la mafia, è questo l’esempio in cui crescono i miei ragazzi sfortunati. Ma l’illegalità e il non rispetto della legge no. A Palermo no. Non in quel quartiere: la scuola non può tollerarlo perché è l’unico baluardo dello Stato. Porti solo la sua firma questo scempio: io non voglio rendermene complice. E non mi dica che sto facendo politica, che parlo male della scuola e che un insegnante non può farlo. Io non parlo male della scuola? Come potrei? E’ la mia vita. Io dico male della distruzione che ne state facendo, parlo male di voi, ecco perché non me lo permettete. Non di fare politica, bensì di esercitare un dissenso sacrosanto. Si difenda contraddicendomi con fatti. Parlo male… Faccio politica… dice? E sia pure! Io ne ho più diritto di lei, che sia chiaro: sono io a formare i cittadini di domani, mica Lei. Lei passerà, per fortuna, ma i docenti italiani ci saranno sempre a insegnare cosa voglia dire rispettare le regole, rispettare la legge, cosa significhino parole come “comunità”, come “solidarietà”, come “eguaglianza”, come “fraternità”. Questa è politica, caro Tremonti, ed è il senso del mio mestiere. Glielo insegno di più io, non di certo Lei che gli toglie maestri, risorse e ruolo sociale: perché se si permette di uccidere il mio ruolo, insieme al mio, annulla quello di studente. Non ci aveva pensato? Lasciate i fanciulli senza guida, ne farete dei tiranni, questo diceva Platone. Quante mamme non posso riconoscersi in quella frase ripercorrendo le lotte giornaliere con i loro piccoli tiranni?

Da qualche mese mi rifiuto di accogliere ragazzi provenienti da classi divise oltre il numero consentito. E lo farò anche a fronte di ordini di servizio scritti. Venga qualcuno a obbligarmi. Venga pure. Io mi rifiuto. Il mio Dirigente mi dirà: dove li metto allora? Io la rivolgo a Lei questa domanda: dove li mettiamo? La rivolgo ai suoi elettori, che sono anche genitori: dove volete che li mettiamo i vostri figli?

E allora le faccio una proposta indecente davvero: di quei 25 miliardi alle spese militari destini nuovamente alla scuola pubblica gli 8 miliardi tolti. Oppure assegni i proventi del lotto per un anno alla messa in sicurezza degli edifici scolastici: sono questi i monumenti culturali dell’Italia che amo. La smetta di giocare con la vita e con l’istruzione dei nostri figli.

Anzi, le dico di più, se posso: se ne vergogni.

e lei non c'è....

"IL TAR DEL LAZIO SOSPENDE L'EFFICACIA DELLE CIRCOLARI DELLA GELMINI SULLE ISCRIZIONI NELLE SCUOLE SECONDARIE, SUGLI ORGANICI DI OGNI ORDINE E GRADO E SULLA MOBILITA’.


..L’arroganza del Ministro è giunta fino al punto da non partecipare all’udienza davanti al TAR del 24 giugno, neppure presentando memoria scritta.

Il ricorso è stato presentato da 755 docenti, genitori, personale Ata, studenti, unitamente al Comitato Nazionale per la scuola della Repubblica,
al Comitato Bolognese Scuola e Costituzione
e al Crides di Roma,
ed è stato organizzato dai Coordinamenti scuole superiori di Roma, Bologna, Firenze, Pisa, Padova, Vicenza, Parma, Modena, Ferrara, Milano nonché dal Tavolo regionale della Toscana per la difesa della scuola statale.
Il danno derivante dalla operazione governativa è gravissimo..........

I testi dell’ordinanza, dei motivi aggiunti, del ricorso e la memoria depositata sono disponibili all’indirizzo www.scuolaecostituzione.it"

grazie Retescuole.

non uno di meno






Scuola ai genitori tutti con preghiera di diffondere


Alle Associazioni, ai Comitati, ai Movimenti e alle Organizzazioni Sindacali:
IL NOSTRO APPELLO PER LA SCUOLA PUBBLICA

L’Associazione "NonUnodiMeno" si è fatta promotrice, insieme ad altre Reti, di questo Appello per la difesa e la riqualificazione della SCUOLA PUBBLICA.

Crediamo che la situazione sia particolarmente grave e tale da esigere una mobilitazione delle coscienze di ognuno e delle varie espressioni delle realtà associative e di movimento, con l’impegno a partecipare a tutte le mobilitazioni di protesta e autoconvocate in difesa dei principi alla base di questo Appello, compreso lo SCIOPERO GENERALE del 25 giugno.

Vi chiediamo perciò di aderire a questo Appello in forma collettiva o individuale per dare un forte segnale di controtendenza.

PER L’ASSOCIAZIONE "NONUNODIMENO" - IL PRESIDENTE - GIANSANDRO BARZAGHI

Appello per la scuola pubblica.
Sulla scuola si gioca un’idea di società e di futuro.
Lo sanno bene i molti insegnanti che, nonostante tutto, ogni giorno danno vita alle tante buone pratiche, che oggi vengono profondamente umiliate dai tagli micidiali e dalla manovra finanziaria.

Una manovra che va a colpire pesantemente i lavoratori del comparto pubblico e la loro professionalità, così come la qualità dello stato sociale che abbiamo fino a oggi conosciuto in Europa e in Italia.

Una politica capace di guardare lontano, una politica di progetto e di tensione ideale, dovrebbe essere in grado di comprendere che la scuola, la formazione lungo tutto l’arco della vita, la conoscenza sono delle priorità strategiche per il nostro Paese, soprattutto in una fase di grave crisi economica e sociale.

Invece la riproposizione delle fallimentari strategie neo-liberiste vorrebbe ridurre anche la formazione e gli stessi diritti civili e sociali a una merce che sottostà alle regole del mercato e della concorrenza tra pubblico e privato. Contro questa riduzione di tutto a merce, noi opponiamo una concezione alta, secondo la quale la cultura e il sapere sono dei beni comuni e perciò non mercificabili e non alienabili, come l’acqua, l’aria, la salute, la terra, la biodiversità e la vita stessa. In questo senso la cultura e il sapere sono un diritto universale e non un privilegio di pochi.

La cultura e la conoscenza possono essere uno strumento di riscatto sociale, che permette di capire la nostra storia e di dialogare con quella degli altri, di capire il passato e di costruire il futuro per sé e con gli altri. Pertanto rifiutiamo concezioni e pratiche discriminatorie nei confronti di studenti che provengono da altri Paesi, in quanto la scuola è il luogo per eccellenza di incontro tra storie e culture diverse e come tale non può che essere il luogo dell’accoglienza e dell’integrazione reciproche. Per queste ragioni continuiamo a sostenere che la scuola della Costituzione è una frontiera strategica per la democrazia, un presidio di partecipazione, di collegialità e di sapere critico. È un laboratorio di democrazia e di formazione della cittadinanza attiva e consapevole. Così la vollero i nostri padri costituenti. Così noi oggi dobbiamo vivificarla, secondo una nuova concezione della stessa cittadinanza che si basi sullo ius soli e non sullo ius sanguinis. Ed è per questi motivi che la scuola pubblica va sostenuta, qualificata e non smantellata. Di fronte a questa vera e propria deriva culturale e sociale che degrada la qualità della scuola pubblica italiana, a partire dai suoi livelli di eccellenza - come il tempo pieno della scuola primaria, occorre domandarsi se il disegno strategico dell’attuale Governo sia solo quello delle ragioni economiche e finanziarie, oppure se ci sia un progetto reazionario ben più pericoloso, che va indagato:

1) La scuola torna a essere il luogo della separazione sociale, violando i principi e i valori della nostra Costituzione, svilendo la professionalità dei docenti e licenziando migliaia di precari con 16 anni di lavoro in media alle spalle, il più grande licenziamento di massa che la storia del nostro Paese ricordi.

2) Si parte dalla scuola per ridefinire le gerarchie sociali, stabilendo: a) un percorso formativo per le future classi dirigenti (liceizzazione); b) un altro per le figure tecnico-specialistiche (istituti tecnici); c) un terzo che conduce direttamente al lavoro – addirittura con lo scandalo dell’assolvimento a 15 anni dell’obbligo scolastico nell’apprendistato.

Pertanto questa Controriforma non ha nulla di epocale, se non i tagli devastanti.
Ripropone, cioè, il modello rigido di tipo gentiliano, cosiddetto “a canne d’organo”, con la classica tripartizione tanto cara a certa imprenditoria, che impedisce ogni elasticità nel passaggio da un canale all’altro, stroncando definitivamente il “Biennio Unitario” e riproponendo la divisione tra il sapere e il saper fare.

3) Secondo i Ministri Tremonti e Gelmini, la scuola deve tornare a essere autoritaria e repressiva, con il solo effetto di aumentare la dispersione e l’abbandono scolastico e cioè penalizzando quegli studenti che hanno un ben preciso retroterra culturale e sociale. “Ma se si perde loro – la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati” (Don Milani). Infine non possiamo non sottolineare, con il massimo della preoccupazione, la pericolosità di un disegno lucido che vorrebbe smantellare “quell’organo costituzionale” di cui ci parlava Calamandrei, ovvero la scuola pubblica, statale. Si vorrebbe, cioè, trasferire a livello nazionale il “Modello Lombardo” dei “Bonus” alle famiglie che mandano i figli alle scuole private (famiglie benestanti fino a 200.000 €), mettendo sullo stesso piano settore pubblico e settore privato, in regime di concorrenza tra loro, come è avvenuto per la sanità lombarda. Insomma “mandando in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle scuole private” (Calamandrei). Pertanto, le Associazioni aderenti al presente APPELLO, pienamente consapevoli del disegno che questo Governo sta portando avanti nella direzione dello smantellamento della scuola pubblica statale, si propongono di dare vita alla più ampia opposizione sociale e culturale unitariamente a tutti quei movimenti, organizzazioni sindacali e forze politiche che vorranno sostenere questa battaglia per il futuro del nostro Paese e della nostra democrazia.
Questo APPELLO lo rivolgiamo anche a tutti i lavoratori della scuola, a tutti gli studenti e ai genitori affinché alta si alzi la voce di chi la scuola contribuisce a farla e a costruirla ogni giorno. Le ragioni per una scuola pubblica di qualità e per uno stato sociale degno di questo nome, le ragioni della buona scuola e di tante buone pratiche, sono di gran lunga superiori alla miseria di chi vorrebbe ridurre questo Paese all’ ignoranza. Noi non ci stiamo. E per questo sosterremo tutte le mobilitazioni di protesta e autoconvocate in difesa dei principi alla base del presente APPELLO, compreso lo sciopero generale del 25 giugno.

IL NOSTRO APPELLO E’ STATO RILANCIATO ANCHE DA RETE SCUOLE.

Ecco il link: http://www.retescuole.net/contenuto?id=20100616210135

Primi firmatari dell’appello:
NonUnoDiMeno-
Per il Gruppo ONG lombarde “Portare il mondo a scuola”: Sofia Borri. Alessandra Botta. Carlo Capello. Gabriela Cattaneo. Silvana Citterio. Christian Elevati. Valeria Emmi. Massimiliano Lepratti. Marina Medi. Chiara Paganuzzi. Giacomo Petitti. Manuela Pursumal. Mariangela Querin. Marilena Salvarezza. Pina Sardella. Cinzia Turla. Patrizia Minella.
e le Associazioni, i Coordinamenti, i Centri Studi e di Ricerca:
Direttivo dell’ Associazione EducaCi CESPI (Centro Studi Problemi Internazionali) ICEI ( Istituto Economico Cooperazione Internazionale ) AsPem CRES (Centro Ricerca Educazione allo Sviluppo) Gruppo “Educazione allo Sviluppo” di CoLomba (Cooperazione Lombardia) AceA Onlus ( Associazione per i consumi etici e gli stili di vita solidali ) Intervita Onlus Mani Tese· Rete Ellis (Educazioni, Letterature e Musiche, Lingue, Scienze storiche e geografiche) SIEM (Società Italiana Educazione Musicale) di Milano MCE Nazionale (Movimento Cooperazione Educativa) CGD Lombardia (Coordinamento Genitori Democratici della Lombardia) CMA (Comitato Milanese per l’ Acqua) Fondazione Roberto Franceschi Onlus Associazione Luca Rossi ( Educazione alla Pace e all’Amicizia fra i Popoli) Associazione Culturale GIO’.CO.RE. di Bresso
Per aderire: info@nonunodimeno.net

Ai Genitori degli alunni/e della Scuola Vespucci

Siamo arrivati alla fine di questo secondo anno di Scuola nel quale si è adottata la riforma che tutti conoscono come “riforma Gelmini”, dal nome del Ministro della Pubblica Istruzione.lo sapete che LA TANTO SBANDIERATA E PUBBLICIZZATA RIFORMA GELMINI NON E’, A TUTTOGGI, LEGGE DELLO STATO?
Ci abbiamo, insegnanti e soprattutto genitori, messo abbastanza a capire quelle che potevano e dovevano essere le novità.

Si era parlato di MAESTRO UNICO. Non c’è stato, né ci poteva essere: ogni maestro insegna per 22 ore la settimana e i bambini stanno a scuola, su richiesta delle famiglie, dalle 30 alle 36 ore, 40 nella nostra scuola considerando il tempo mensa...quindi minimo tre maestri per due classi. Inoltre sono molti gli insegnamenti che nella moderna scuola vengono impartiti: italiano matematica, ma anche Inglese, Storia, Geografia, Scienze, Tecnologia e Informatica, Musica,
Arte e immagine, Scienze motorie e sportive,Convivenza civile.....
.
Quindi no maestro unico: il maestro unico è risultato essere un solo maestro, per tutta la classe, per tutte le ore di lezione.

Era stato detto PIÙ TEMPO PIENO per venire incontro alle richieste delle famiglie: magari a prima vista poteva essere una buona cosa perché i bambini avevano un Insegnante per tutte le ore che servivano, mentre i genitori erano al lavoro. Sì, ma non si può chiamare “Tempo Pieno” questo modello. .
Il tempo pieno era svolto per una parte di ore sotto forma di laboratorio, e le attività erano possibili, in altre ore, per piccoli gruppi, cercando di dare a tutti, non allo stesso modo, ma in modo più adeguato alle necessità e alle difficoltà.
Quindi no tempo pieno, ma tempo scuola allungato, tutto svolto secondo un unico modello: lezione frontale (un insegnante per tutto la classe). Niente laboratori, niente lavoro individualizzato, a tutti lo stesso insegnamento, sia che incontrino difficoltà, sia che non le incontrino.

Si diceva: TEMPO PIENO A TUTTI QUELLI CHE LO CHIEDONO. L’anno prossimo invece, si è scoperto da poco, non sarà permesso che le classi prime che quest’anno sono state a tempo pieno (40 ore) diventino classi seconde a tempo pieno e che contemporaneamente riparta una nuova prima a tempo pieno. O la prima o la seconda: non potrà esserci nessuna classe in più.

Quindi no aumento del tempo pieno. Lo stesso numero di classi TP dell’anno in corso e quindi per il prossimo necessità di decidere a chi darlo, se alla stessa classe dell’anno scorso o a una nuova classe, interrompendo però l’esperienza a quella che l’ ha avuto in questo.

Era stato detto: L’INGLESE È UNA PRIORITÀ. Adesso insegneranno Inglese maestri che non lo hanno mai studiato, che non lo conoscono, purché abbiano frequentato o frequentino questa estate, un corso di 50 ore, perché gli Insegnanti laureati o specializzati in lingua non ci sono, o meglio non si “possono” assumere perché costano troppo e sono uno spreco. .
Quindi l’inglese non è più una priorità..

Ci vengono promesse tante lavagne interattive: la realtà è che mancano le cose essenziali!
Ci vengono promesse copertura delle spese tagliate per pulizie! BUGIA!

RISORSE E SUPPLENZE
Durante l’anno scolastico che si sta chiudendo poi abbiamo avuto un altro, grave problema: quello delle MANCATE SUPPLENZE. Anche gli Insegnanti si ammalano o si devono assentare per qualche motivo, anche di servizio e la Scuola, per legge e di norma, non può chiamare un supplente per meno di 5 gg alla primaria e 14 gg alla secondaria. Inoltre la mancanza di fondi ha fatto si che molti Dirigenti Scolastici non abbiano assunto i supplenti anche per periodi più lunghi. Vuol dire che la classe senza Insegnante deve essere gestita in qualche modo. Non si mandano a casa gli alunni perchè non ci sono gli Insegnati.

Fino agli scorsi anni c’erano delle ore che gli Insegnanti, nell’ambito del loro orario di servizio, potevano occupare prevalentemente facendo le supplenze. Le poche ore residue sono state eliminate (d’altra parte la riforma iniziata l’anno scorso taglierà nel triennio 2009, 2010, 2011 ben 87.000 Insegnanti), e sono state fortemente diminuite anche le risorse economiche che il Ministero dell’Istruzione Pubblica dava annualmente alle scuole per pagare le supplenze.
Quindi in molti casi, in assenza di un docente, gli allievi sono stati smistati in altre classi, non potendo fruire della loro ora di lezione, e spesso impedendo una didattica regolare anche nella classe di “accoglienza” (che diventava così numerosissima, oltre le 30 presenze); le aule sono state costruite per contenere 25 alunni più l’Insegnante, mentre per molte di queste ore, durante le quali gli alunni sono stati “parcheggiati” dove c’era posto, si è creata una situazione nella quale, quasi sempre il numero che dovrebbe garantire la sicurezza veniva superato: così per decine e decine di ore durante tutto l’anno scolastico: ore di italiano, di matematica, di lingua e di tutte le altre discipline; che non sono state svolte.
Anche gli alunni che avessero deciso di non frequentare l’insegnamento della Religione Cattolica, quest’anno, sono stati smistati in altre classi perché non è stato possibile assicurare loro la “attività alternativa” alla religione cattolica, che pure le norme prevedono.

E sì che la Scuola è un diritto di tutti e non avvalersi dell’insegnamento della Religione è garantito dalla Costituzione.
A settembre la riforma toccherà la Scuola Superiore. Per ora di sicuro si sa solo quanti “tagli” ci saranno.
DAL 2008 IL FINANZIAMENTO ALLE SCUOLE PER LE SPESE DI FUNZIONAMENTO ORDINARIO E’ ZERO VIRGOLA ZERO?
• LE SCUOLE DI OGNI ORDINE VANTANO CREDITI NEI CONFRONTI DEL MINISTERO CON PUNTE FINO A €200.000? (non vengono nominati supplenti, vengono tagliati corsi di recupero e attività integrative)
• LA MAGGIOR PARTE DELLE SCUOLE AUMENTERÀ LA SOMMA DEL CONTRIBUTO VOLONTARIO RICHIESTO ALLE FAMIGLIE? (e molti comuni hanno già aumentato il costo della mensa scolastica)

Il primo risultato i Governi l’hanno raggiunto: togliere la capacità di critica e di indignarsi di fronte a cose palesemente e profondamente ingiuste.
È vero che sono momenti di difficoltà per tutti, ma quando ci sono meno possibilità, è l’ora delle priorità!
Prima i nostri figli e la loro istruzione!
Noi siamo preoccupati. Siamo tutti preoccupati per la nostra Scuola, cioè per la scuola dei nostri figli/e, la scuola del futuro di tutti/e.
In questi giorni anche nella nostra scuola si stanno predisponendo i progetti per la futura classe prima.
Sia pubblico lo sforzo e la frustrazione delle docenti che devono organizzare il funzionamento delle classi, sapendo che comunque quello che si realizzerà sarà molto al di sotto di quello che si è garantito fino ad oggi e che c’è difficoltà anche solo per trovare l’aula che li ospiterà…

Diciamocelo chiaramente …sarà sempre più difficile poter realizzare una “buona scuola”, nonostante l’impegno e la volontà degli insegnanti che credono ancora nella necessità di una scuola educante e formativa.

Non crediamo giusto che le scuole siano lasciate in solitudine a risolvere problemi che non dipendono da loro ma solo da scelte politiche scellerate e da “favoritismi” vari..
Rivolgiamo un appello ai docenti, ai genitori e ai dirigenti scolastici, ai pedagogisti e agli educatori, affinché facciano sentire la loro voce in difesa dei diritti dei bambini e delle bambine, per una scuola di qualità.

Ricordiamoci che la scuola è uno dei momenti più significativi e formativi nella vita di ognuno di noi....si sta intaccando il diritto alla Formazione e all’Istruzione delle nuove generazioni!!
lascia un commento grazie!

non so se ci si rivede a settembre..

in Veneto circa 5mila alunni/e (contateli uno ad uno uno per famiglia....ecc..) esclusi dal tempo pieno



se vuoi altre info


clicca qui QUI

stasera

Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (PDL) e il presidente del PD Rosy Bindi saranno ospiti di Lilli Gruber, a "Otto e mezzo" LA7 , per parlare di scuola e dei temi dell'attualità politica

Finanziaria: taglio di 104milioni all'anno alle risorse del Miur

Lo prevede il 1° comma dell'articolo 2 del decreto legge. La tabella allegata al decreto illustra nel dettaglio la manovra. Altri 9 milioni tagliati dai fondi del Mef destinati al pagamento delle supplenze.
L’articolo 2 del decreto legge in materia di bilancio approvato nei giorni scorsi dal Governo reca il titolo “Riduzione e flessibilità negli stanziamenti di bilancio”; leggendolo con attenzione si scopre che il già magro bilancio del Ministero dell’Istruzione verrà ridotto nei prossimi 3 anni di altri 310 milioni, poco più di 100milioni per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013.
Il 1° comma dell’articolo 2 prevede infatti che le spese previste per alcune voci del bilancio del Ministero dell’Istruzione potranno essere rimodulate (termine “morbido” per significare che saranno ridotte).
L’allegato 1 del decreto indica con precisione le voci oggetto di riduzione
2011
2012
2013
Italia in Europa e nel mondo
678
679
679
Ricerca e innovazione
2.707
3.211
1.211
Istruzione scolastica
55.295
55.295
55.238
Istruzione universitaria
23.958
23.951
23.951
Servizi generali
481
492
378
Fondi da ripartire
21.127
21.127
22.297
Totale
104.246
104.755
103.754
A questi importi vanno sommati altri 9milioni di euro all’anno riguardanti sempre il settore dell’istruzione cancellati dal bilancio del Ministero dell’Economia (si tratta dei fondi gestiti direttamente dal Mef per il pagamento delle supplenze a carico delle Direzioni provinciali del Tesoro).
Una norma del decreto (si tratta precisamente del comma 14 dell’articolo 8) prevede invece che le risorse derivanti dalle riduzioni di organico del personale docente e Ata, legate alla applicazione dell’articolo 64 della legge 133, restano assegnate al settore scolastico.
. di R.P.
01/06/2010

ci salutiamo...Buona estate

al parco
a dirci buona estate
e buone vacanze a chi ci va....


dalle 16.30 in poi ognun porti qualcosa da condividere in simpatia
le maestre sono le benvenute e anche tutti gli altri/e!!!

Sono

Sono un maestro elementare e mi sento mortificato da quello che sta succedendo nelle scuole e dal fatto che troppe poche sono le voci che si alzano per difendere il diritto di tutti i bambini ad avere una buona scuola.

Chiunque è nella scuola, dai docenti ai dirigenti scolastici, dai rappresentanti dei genitori nei consigli di Circolo e d’Istituto al personale amministrativo e ai bidelli sa perfettamente della quantità dei tagli di personale e di finanziamenti che si sono abbattuti sugli istituti scolastici. Sono perfettamente consapevole che oggi ci sono tante persone che hanno perso il lavoro e che la crisi sta mettendo in ginocchio il nostro stato sociale, ma qui si tratta di impedire che la scuola vada allo sfascio.

Penso che l’attenzione sulla scuola vada tenuta alta sempre. Una buona scuola è tale se si evolve sempre e se la società è vigile verso l’operato di qualsiasi governo in carica.

Ma con la situazione attuale sono a rischio, tanto per fare un esempio, le uscite didattiche, i viaggi e i corsi proposti dal Comune e da altri (da quello di nuoto a tutti gli altri).

Insomma qualcuno sembra ci voglia dire che si può tranquillamente tornare alla scuola di una volta.

Non è allarmismo quello che vado dicendo, basta parlare con qualsiasi Dirigente Scolastico o docente e confermerà queste cose.

Forse a scuola ci spegneranno anche il riscaldamento e i bambini dovranno ritornare come un tempo a portare il carbone o la legna da casa ( questa invece spero che sia solo facile ironia da parte mia).

In questi giorni è stata diffusa una lettera, scritta dal responsabile dell’Ufficio Scolastico Regionale, in cui si invitano i Dirigenti Scolastici e tutto il personale della scuola a stare molto attenti a rilasciare dichiarazioni e a non fare commenti sui pesanti tagli a cui le scuole sono sottoposte.

Io dichiaro pubblicamente di aver partecipato ad un’ assemblea di docenti e di avere espresso critiche su quello che sta avvenendo nella scuola e di avere anche proposto un presidio in piazza e uno sciopero della fame per bucare la cortina di silenzio che sta accompagnando i provvedimenti sulle scuole.


Faccio questo per dignità e per amore nei confronti della mia professione.


Se mi devo addebitare qualcosa penso sia nei confronti dei genitori e dei bambini poiché non sono riuscito ad informare sufficientemente l’opinione pubblica e in primis i genitori del fatto che non riusciamo più a fare tutte le attività che facevamo prima, per esempio laboratori a classi aperte o con piccoli gruppi di bambini.


Probabilmente dopo che avrete letto queste riflessioni, accendendo la televisione e sentendo il TG, sicuramente vi diranno che non sono previsti tagli significativi per le scuole e qualcuno ci crederà. Oppure vi capiterà d’imbattervi in giornalisti che correranno a destra e a manca per intervistare i genitori sulla nuova proposta di posticipare l’inizio della scuola al primo ottobre: tutto va bene per spostare l’attenzione dell’opinione pubblica e discutere di aria fritta.


Niente da dire: chi governa ha imparato molto bene le tecniche della comunicazione.


Ho scelto di fare il maestro perché pensavo che aiutare i bambini a diventare cittadini consapevoli e istruiti fosse una professione importante e che la scuola fosse un’istituzione privilegiata per favorire la costruzione di una società migliore, a vedere il trattamento che viene riservato all’istruzione c’è da pensare che non si vogliano insegnanti appassionati e motivati, ma solo esecutori fedeli e che la scuola sia considerata solo una spesa eccessiva.


Nonostante ciò, io non mi arrendo e spero di non essere l’unico.

Roberto Lovattini, insegnante

sono un insegnante...e dico



Il Corteo partirà dalla stazione fs alle ore 16.30, per Piazza dei Signori.

UNITI PER
IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE

"C’era una generosità civile nella scuola pubblica, gratuita, che permetteva a uno come me di imparare. Ci ero cresciuto dentro e non mi accorgevo dello sforzo di una società per mettere in pratica il compito. L’istruzione dava importanza a noi poveri. I ricchi si sarebbero istruiti comunque. La scuola dava peso a chi non ne aveva, faceva uguaglianza. Non aboliva la miseria, però tra le sue mura. permetteva il pari. Il dispari cominciava fuori.

(Erri De Luca, "Il giorno prima della felicità")


Nel 1951, il 60 % circa della popolazione era privo della licenza elementare.

Oggi la gran parte dei ragazzi/E frequenta la scuola superiore e vuole andare all'università.

Molti anni ci sono voluti per costruire la scuola di tutti e di ciascuno.

OGGI CHI GOVERNA QUESTO PAESE VUOLE DISTRUGGERLA!

I danni

  • taglio di 145.000 posti di lavoro, equivalenti a 8 miliardi di euro in tre anni (per Treviso 2008/09: meno 300 insegnanti e 190 ATA; 2010/11: meno 389 docenti e 150/200 ata )
  • taglio delle risorse assegnate per il funzionamento alle scuole statali
  • non rispetto del tempo scuola e delle scelte educative effettuate dalle famiglie
  • secca riduzione del recupero scolastico
  • mancato pagamento dei supplenti
  • perdita del posto di lavoro per migliaia di precari

che hanno prodotto:

  • aumento del numero degli alunni per classe, della selezione e della dispersione scolastica
  • azzeramento delle compresenze, chiusura di laboratori, frantumazione delle cattedre
  • difficoltà a garantire il funzionamento degli uffici e la gestione dei locali scolastici
  • mancata garanzia delle attività alternative all’insegnamento della religione cattolica
  • smistamento degli alunni nelle classi per mancata nomina dei supplenti

Lavoratori, organizzazioni sindacali, genitori, studenti cittadini associazioni, enti locali

TUTTI UNITI IN PIAZZA DEI SIGNORI VENERDI 4 GIUGNO 2010

PER IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE


per dire no alla demolizione della nostra scuola pubblica garantita dalla Costituzione

Per rivendicare il diritto a un lavoro stabile per i precari, la dignità e il contratto per tutti

tutti uniti per ribadire il diritto all’istruzione

per una scuola di tutti e di ciascuno!

Il Corteo partirà dalla stazione fs alle ore 16.30, per Piazza dei Signori.







ha ragione Brunetta....

Lavagne multimediali: scontro Brunetta-Maria Luisa Busi
di R.P.

Maria Luisa Busi: me ne vado dal TG1, è lontano dall'Italia reale, mentre a scuola manca la carta igienica noi facevamo servizi sulle lavagne multimediali. Brunetta: "Giornalista dalla memoria prodigiosa ed è persino stoica"

Botta e risposta fra la telegiornalista Maria Luisa Busi e il ministro Brunetta.
Oggetto del contendere, le 10mila lavagne multimediali distribuite quest’anno ad altrettante scuole italiane.


Questi i fatti.
Maria Luisa Busi, conduttrice del TG1 di prima serata, scrive al direttore Minzolini chiedendo di essere esonerato dall’incarico; il motivo ? “Non condivido la linea editoriale del giornale”, sostiene in sintesi la Busi.
Secondo la giornalista del TG1, il giornale è ormai sempre più lontano dall’Italia reale, mentre notizie e servizi sono confezionati usando soltanto le “veline” diramate dal Palazzo.

E fa qualche esempio: mentre nelle scuole manca di tutto e genitori e insegnanti protestano (“anche io - dichiara la Busi - compero la carta igienica per la scuola di mia figlia”), il TG1 si limita a mandare in onda un ampio servizio per rilanciare la conferenza stampa durante la quale i ministri Gelmini e Brunetta “presentano il nuovo grande progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna interattiva multimediale".

Sferzante la risposta dell’ufficio stampa del ministro Brunetta: “Non conosciamo il tasso di produttività in redazione della signora Busi ma di certo, glielo riconosciamo volentieri, possiede il dono di una memoria prodigiosa”.
“Apprendiamo infatti - prosegue il comunicato - che nel motivare le sue storiche dimissioni dalla conduzione del Tg1 ricorda ancora con malcelata sofferenza l'ingrata corvée di dover informare gli italiani sul progetto di digitalizzazione della scuola italiana presentato a Palazzo Chigi dai ministri Brunetta e Gelmini”.
La conferenza stampa in questione risale al 25 settembre 2009 e proprio per questo Renato Brunetta chiama in causa la prodigiosa memoria dalla giornalista.
“Sapevamo già allora che si trattava di una notizia importante - conclude Brunetta con sarcasmo - ma non potevamo immaginare che sarebbe rimasta così impressa nella memoria di chi quella sera, con buona dose di stoicismo, la stava leggendo davanti alle telecamere”.
23/05/2010

bhe' almeno non serve commentare.................................

Lontano e vicino



Uno spettacolo per parlare, ancora una volta, dei diritti dei bambini:

mercoledì 19 maggio 2010, alle ore 20.30,

presso il Cinema-teatro Busan, Mogliano Veneto.

Protagonisti il coro delle "Voci dei Bambini Invisibili" e il CCR.

Insieme racconteranno la storia di Akbari Enaiatollah, un ragazzo afghano che è stato costretto a lasciare il suo paese ed è arrivato in Italia dopo un viaggio di 5 anni.

Le sue difficoltà, i momenti difficili e le occasioni di solidarietà e di gioia rendono simbolico il racconto del suo percorso: come lui milioni di persone, compresi i bambini, iniziano un viaggio alla ricerca del più elementare diritto, quello di vivere dignitosamente.

Come Enaiatollah trovano lungo il tragitto criminali ed assassini, ma anche persone disposte a riconoscere loro il diritto di esistere, di lavorare, di essere cittadini a pieno titolo di questa società.

Lo spettacolo riprende l'esperienza descritta lo scorso anno in "Colori", una rappresentazione basata sulle esperienze di viaggio degli alunni di Mogliano che arrivano da fuori Italia. I

l CCR è espressione di accoglienza, è il testimone del diritto n. 22 della Carta dei diritti dell'Infanzia: "Gli Stati parti devono prendere appropriate misure per garantire al fanciullo che cerchi di ottenere lo status di rifugiato o che sia considerato rifugiato in virtù delle leggi e procedure internazionali o interne, che sia solo o accompagnato dai genitori o da qualsiasi altra persona, la fruizione di un'adeguata protezione ed assistenza umanitaria per consentirgli strumenti internazionali relativi ai diritti umani e di carattere umanitario, di cui i suddetti Stati siano parti".

e non chiamatelo tempo pieno!

da Retescuole
17 maggio 2010

Il Ministro Gelmini, attraverso il suo ufficio stampa, ha comunicato che il prossimo anno le classi a tempo pieno saranno 37.275, cioè 782 in più rispetto all’a.s. 2009/2010 e 2.958 in più rispetto all’a.s. 2008/2009. Il Ministro furbescamente parla sempre di tempo pieno, ma in realtà intende 40 ore senza compresenze.

Secondo quanto previsto dal DPR n. 89/09 il numero di insegnanti da utilizzare per le classi a 40 ore non può superare quello degli insegnanti utilizzati nell’a.s. 2008/2009 per le classi a tempo pieno. All’epoca le classi a tempo pieno erano 34.317, quindi alle classi a 40 ore possono essere destinati al massimo 68.634 insegnanti (34.317 X 2). In media il prossimo anno per ogni classe a 40 ore ci saranno a disposizione circa 40,5 ore di docenza (68.634 X 22 : 37.275). Siamo dunque arrivati al limite.

La bolla è scoppiata. Non ci sono più ore per le compresenze, ma non ci sono più neppure ore per attivare tutte le classi a 40 ore richieste. A Milano, Torino, Padova, Bologna, Firenze, Roma e chissà in quante altre città, sono state autorizzate meno classi di quelle richieste dalle scuole.

A Milano sono state richieste 7.206 classi a tempo pieno e sono state autorizzate 7.059 classi a 40 ore (-147). In media per ogni classe ci saranno a disposizione 41 ore di docenza. Rispetto all’anno in corso saranno attivate 28 classi a 40 ore in meno, a fronte di un aumento di più di 200 alunni. Questi sono fatti e non “polemiche strumentali” così come dice il Ministro.

TRA PERLE E POLLE domenica 16 maggio 2010 ore 11.00


Oasi Cervara - Quinto di Treviso
domenica 16 maggio 2010 ore 11.00

TRA PERLE E POLLE
una caccia al tesoro/natura e racconto per grandi e piccoli lungo i sentieri

A seguito della grande richiesta ritorna Domenica 16 maggio alle ore 11.00 i sentieri di Oasi Cervara ospitano “Tra perle e polle”, una caccia al tesoro raccontata da attori/narratori ma gestita, secondo le regole del gioco, dai bambini e dai loro genitori.



Una mappa dell’Oasi e le istruzioni porteranno ogni gruppo partecipante (al massimo di 15 persone per turno) attraverso scoperte di tesori naturali e di vecchi mestieri, di fiabe sconosciute e di ricamatrici-burattinaie, fino ad arrivare nientemeno che alla Regina Cornaro. E’ proprio pensando a lei e al suo viaggio da Asolo a Venezia, e rileggendo con attenzione la “raccolta di fiabe e leggende del Fiume Sile” scritte da Laura Simeoni, che Valentina Paronetto e Marika Tesser hanno costruito questo racconto-gioco. Parte importante delle narrazioni è affidata ai ragazzi di "Casa di Michela" e al Gruppo Ecologico Tiveron.


Per lo spettacolo la biglietteria sarà aperta dalle ore 10.00 presso l’ingresso principale (lato Mulino). La durata della caccia è di circa 1 ora e mezza. In caso di maltempo contattare l’organizzazione per dettagli.

La prenotazione è obbligatoria al numero 335 1248514.

non e' piu' tempo pieno!

I nostri bambini/e, nel prossimo anno scolastico, non potranno usufruire del Tempo Pieno, usufruiranno del tempo scuola a 40 ore, ma senza compresenza, senza la possibilità di fare uscite, senza che siano nominati supplenti quando gli insegnanti sono malati.
Dov’è finita la promessa che il Tempo Pieno non sarebbe stato toccato, ma addirittura aumentato in base alle richieste e alle esigenze dei genitori?

Ci vengono promesse tante lavagne interattive: la realtà è che mancano le cose essenziali!
Ci vengono promesse copertura delle spese tagliate per pulizie! BUGIA!

Quello che ci sorprende è che non vediamo alcun segno di protesta da parte di tutti coloro che hanno a che fare con i bambini e che pure sono consapevoli che si sta distruggendo la Scuola Pubblica!
Il primo risultato i Governi l’hanno raggiunto: togliere la capacità di critica e di indignarsi di fronte a cose palesemente e profondamente ingiuste.
In questi giorni anche nella nostra scuola si stanno predisponendo i progetti per la futura classe prima. (25 alunni/e ) Sia pubblico lo sforzo e la frustrazione delle docenti che devono organizzare il funzionamento delle classi, sapendo che comunque quello che si realizzerà sarà molto al di sotto di quello che si è garantito fino ad oggi e che c’è difficoltà anche solo per trovare l’aula che li ospiterà…

Diciamocelo chiaramente …sarà sempre più difficile poter realizzare una “buona scuola”, nonostante l’impegno e la volontà degli insegnanti che credono ancora nella necessità di una scuola educante e formativa.

Non crediamo giusto che le scuole siano lasciate in solitudine a risolvere problemi che non dipendono da loro ma solo da scelte politiche scellerate e da “favoritismi” vari..
Rivolgiamo un appello ai docenti, ai genitori e ai dirigenti scolastici, ai pedagogisti e agli educatori, affinché facciano sentire la loro voce in difesa dei diritti dei bambini e delle bambine, per una scuola di qualità.

Ricordiamoci che la scuola è uno dei momenti più significativi e formativi nella vita di ognuno di noi.